Il Gruppo di musica ethno-popolare “RIONE JUNNO” opera a Monte Sant’Angelo (Foggia), città del Gargano famosa in tutta la Cristianità per la Basilica rupestre dedicata all’Arcangelo Michele, attorno alla quale nacque e prosperò una città operosa il cui nucleo centrale fu rappresentato dall’antichissimo rione “Junno”, risalente all’epoca pre-romana e divenutone il centro storico.
Per secoli lo “Junno” fu il cuore pulsante di Monte Sant’Angelo con le sue case a schiera, i balconi fioriti, le tipiche piazzette ed i crocicchi. Qui la vita si svolse in tutte le sue forme più significative e caratteristiche: serenate sotto i balconi, bettole improvvisate e caserecce per allegre comitive, avvenimenti familiari gioiosi e luttuosi, falò nelle vigilie di festa attorno ai quali si cantava, si ballava e banchettava allegramente.
Oggi questo quartiere, ridotto come numero di abitanti, conserva ancora intatta la sua caratteristica architettonica e topografica e fra queste vecchie case vive ancora qualcuno dei “montanari” più autentici ed attaccati alle proprie antiche tradizioni.
Per questo motivo, circa cinque anni addietro, un gruppo di giovani, progettando di percorrere nuove strade nel campo della musica popolare, ha cominciato a svolgere un’intensa attività di studi e ricerche partendo proprio dal luogo più tipico e tradizionale della città.
Interrogando gli ultimi abitanti dello “Junno”, studiando le loro abitudini e persino le vecchie case nelle quali essi abitano con i mobili e le masserizie, sono riusciti a riportare alla luce gli schemi ed i dettami più originali e tipici del canto popolare locale: strofe antichissime, imperniate sul canto a tre voci e tarantelle tradizionali sostenute dal suono di antichi strumenti tra i quali – insostituibile – la chitarra battente, vera anima sonora del Gargano.
Il Gruppo, scopre di poter dire validamente la sua anche nel campo dello spettacolo vero e proprio. Riscuote, infatti, un indiscusso successo, anche per la sua capacità di coinvolgere gli spettatori che, da semplici osservatori, diventano attori dei concerti, coinvolti nel ballo dell’ irresistibile e trascinante ritmo della taranta.
Nel 2002 si costituisce in Associazione culturale con lo scopo di custodire, tramandare e diffondere il notevole patrimonio di cultura e musica popolare del Gargano e del Sud Italia, valorizzandone tutti i suoi aspetti,svolgendo una concreta azione di impegno culturale mediante concerti, conferenze, dibattiti, mostre, incisioni, pubblicazioni.
Negli anni successivi il gruppo entra stabilmente nel circuito “Tarantapower” di Eugenio Bennato come uno dei gruppi giovani emergenti dell’intero panorama musicale alternativo.
Con tour europei e non, che toccano (oltre a tutte le grandi piazze d’Italia) anche festivals di world music di livello mondiale:
Stimmen(Germania),Sfinks(Belgio),
El Jem(Tunisia),Marsiglia(Francia),Norimberga(Germania).
La nota discografica:
Sarà sul mercato a fine Marzo il disco ufficiale del gruppo in co-produzione con “Label – Nut Studio” ed i Bisca; con numerose collaborazioni artistiche (progetto ambizioso che fonde suoni della tradizione del mediterraneo con quelli di sonorità e strumenti elettronici).
E’ in uscita “New Taranta / New Flamenco”con Rione Junno (Italia) e Las Migas (Spagna):progetto discografico europeo con produzione e distribuzione Taranta Power.
E’ gia sul mercato “Me ne vaje”(di Benedetto Vecchio ed M.B.L.) con collaborazioni di Rione Junno, Mimmo Epifani, Gianni Perilli sul tema dell’emigrazione.
Eugenio Bennato descrive così il movimento TarantaPower ed il gruppo Rione Junno:
“Taranta Power è la sottolineatura di un momento creativo che si sta svolgendo intensamente nei dintorni dell’anno 2000.
La leggenda della taranta libera ancora oggi energia, e spinge al ballo nuove generazioni del sud e del nord, e il passo della tarantella conduce musicisti, artigiani, pittori, scrittori verso sentieri mai percorsi, dove si ritrovano i segni e i volti di una storia millenaria, e nello stesso tempo le pulsazioni di un presente che riguarda soprattutto il confronto e il contatto fra i popoli.
La Taranta è allora uno strumento di comunicazione, è un segno artistico tipicamente italiano che rappresenta naturalmente in tutto il mondo la nostra origine e la nostra cultura.
Questo movimento l’ho chiamato Taranta Power con un ardito accostamento terminologico perché si contrapponga con immediatezza all’immagine purtroppo deteriore che la “tarantella” ha assunto nell’immaginario collettivo in tutto il mondo, veicolato da insulsi gruppi folkloristici e da banali espressioni musicali assolutamente lontani dalla realtà impetuosa della taranta rituale.
Il progetto Taranta Power sta veicolando nel mondo una immagine nuova e vitale della cultura musicale italiana, ed è oggi una realtà in Italia capace di aggregare pubblico e appassionati in concerti, stage, scuole, festival, con dimensioni quantitative e numeri che fino a poco fa appartenevano solo al mondo del rock e della musica leggera. Tale percorso si è sviluppato spontaneamente per la reale esigenza di riappropriarci di un segnale musicale in cui riconosciamo le nostre radici, al di fuori di ogni moda esterofila e massificante. Penso che sia tempo che le istituzioni preposte alla cultura intervengano nel dare un impulso corretto e decisivo allo sviluppo di questo fenomeno artistico.
La prima fase di Taranta Power è consistita nel diffondere la musica e il ballo legati al ritmo della Taranta che, come il Flamenco per la Spagna, è per l’Italia una sintesi spettacolare rappresentativa della nostra storia e delle nostre leggende. E questo percorso è maturo per allargarsi ad un confronto con le altre culture limitrofe e a collocare la musica popolare italiana al centro dell’area del Mediterraneo con un ruolo trainante e uno scambio creativo con i ritmi e gli strumenti di tutti i paesi mediterranei, dal Marocco all’Algeria alla Spagna al Libano alla Grecia alla Turchia.
Il gruppo Rione Junno è costituito da giovanissimi interpreti esperti nelle tecniche musicali derivanti dallo straordinario stile garganico. Monte Sant’Angelo è uno dei centri fondamentali legati alla magia del tamburello e della chitarra battente. Lontano dalle insidie del folklorismo deteriore ma inserito nell’ onda alternativa e contemporanea della musica etnica, Rione Junno è stato scelto dal movimento Taranta Power come uno dei massimi rappresentanti della nuova proposta musicale radicata nella tradizione ma rivolta al futuro.
Nei suoi concerti riaffiorano gli echi dei canti e delle antiche melodie del Gargano, frutto di un’intensa ricerca musicale che è riuscita a riportare alla luce gli schemi e i dettami più originali e tipici del canto popolare locale: strofe antichissime imperniate sul canto a tre voci e tarantelle tradizionali.
Anche gli strumenti: chitarra battente, tamburello, mandola,castagnette, sono quelli d’una tradizione antichissima che si rinnova ancora una volta attraverso l’energia dei Rione Junno”.
Nell’ultimo biennio Rione Junno sta collaborando proficuamente anche con Musicisti del Basso Lazio di Benedetto Vecchio e Gianni Perilli,depositari autentici ed inimitabili di un altro patrimonio melodico e ritmico d’inestimabile valore: il saltarello e la ballarella laziali.